Ancora, viene.

Berlicche

Anche stamattina, Vigilia di Natale, ci si alza presto. Colazione con la moglie al bar, una volta tanto senza la necessità di scappare subito. Mi cade l’occhio su “La Stampa”. Sulla prima pagina del quotidiano torinese campeggia una scritta, “Ci Riproviamo?”, ed un collage di tanti bigliettini augurali. C’è chi si augura “Pace, amore ed empatia”. Alcune sono letterine a Babbo Natale. Uno invoca “La non indifferenza di questo paese, per avere Verità (e giustizia)”. Un altro “L’onestà nel mondo”.

E’ quello che il cuore dell’uomo invoca. E’ quello che vorremmo tutti. Ma non si può non vedere la disperata inutilità di quei desideri.
Chiedere a Babbo Natale è come domandare ad un sogno. Volere che tutti gli uomini siano buoni, esigere che lo siano, è negare la cattiveria che alberga in tutti, noi compresi. Sono migliaia e migliaia di anni che ci riproviamo. Ogni istante della storia umana…

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