Un interessantissimo articolo su ciò che avviene in Giappone, a distanza di due anni dallo tsunami che ha devastato la zona di Fukushima e dintorni.

Studiare (da) Giapponese

shinsai-32La giornata di oggi segna il finire del 2° anno trascorso da quell’11 Marzo 2011 che vide spazzar via, ad opera di un terremoto, uno tsunami e un disastro nucleare, almeno cinque mila kilometri quadrati di territorio lungo la costa orientale dell’ 北陸 Hokuriku, la parte Nord dell’ 本州 Honshuu, la principale isola del Giappone.

In un sol colpo svanirono circa 25 mila persone. E intendo proprio “svanirono” perché uno tsunami porta con sé una crudeltà ulteriore a cui, nello shock del momento è difficile far caso e su cui forse qualcuno non ha ancora riflettuto.

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Padre Busa, Con i Gigabyte alla radice del "mistero uomo" – Editoriale Samizdat

Di Mario Gargantini

Padre Roberto Busa ci ha lasciati a pochi giorni dal Meeting di Rimini, quel Meeting che l’aveva visto presente per diversi anni a partire dal 1998: dapprima come poliedrico relatore (il suo primo intervento aveva il significativo titolo: “Tecnologie, ruscelli di sapienza. Ossia, il coraggio della certezza”); poi come visitatore attento e curioso, con lo sguardo aperto di chi non smette di imparare e con la semplicità stupita tipica del bambino e insieme del sapiente.

Ogni incontro, ogni mostra, era un’occasione per quell’esperienza che non aveva remore a definire di “meditazione”: e dopo qualche minuto di osservazione, di ascolto e di riflessione ecco arrivare la domanda arguta, la notazione penetrate, la puntualizzazione profonda.
Forse quella della profondità, tra le tante caratteristiche con cui lo possiamo ricordare, è quella che più colpiva in lui: una profondità che pescava in uno sconfinato patrimonio di conoscenze linguistiche, scientifiche, filosofiche, teologiche; ma che, soprattutto, attingeva alla fonte di una fede limpida e robusta, vissuta come esperienza gioiosa e libera, che spalanca alla realtà in tutte le sue dimensioni e abilita a un’esplorazione senza confini.
Di territori (conoscitivi, ma anche geografici, nei numerosi viaggi) ne ha esplorati parecchi, ma a partire dal continente al quale ha dedicato la maggior parte del suo instancabile lavoro e che gli era più caro: quello della parola. E perciò quello dell’uomo che, solo tra i viventi, l’ha ricevuta in dono e che condensa nelle espressioni verbali la drammaticità della sua esistenza e il suo inesauribile bisogno di felicità.
Padre Busa vedeva nel linguaggio il manifestarsi di alcune certezze primigenie che stanno alla radice di ogni espressione umana e che vengono prima di qualsiasi parola e gesto. Ogni conoscenza, ogni autentico progresso, non può germogliare e fiorire se non sotto la spinta di quelle forze interiori costitutive dello spirito umano che egli chiamava “ontologia generativa”; è da qui che prende alimento ogni attività umana, compresa la scrittura del software, la programmazione dei robot, la gestione delle grandi reti di telecomunicazione. segue ..

Platone e Aristotele contro Veronesi

Platone e Aristotele

di Giacomo Samek Lodovici

24-06-2011

L’esternazione di Umberto Veronesi sull’amore omosessuale, da lui considerato più puro di quello eterosessuale, è stata molto amplificata dai media. Del resto, si sa, Veronesi è un oncologo, quindi proprio lo specialista di etica, antropologia filosofica e psicologia che tutti anelavamo ascoltare su questo tema…

C’è chi è venuto in suo soccorso evocando i Greci e Platone (La Stampa, ndr). In effetti, molto spesso si sente dire che «i Greci erano tutti o quasi tutti favorevoli all’omosessualità». Ora, non possiamo qui svolgere un’analisi completa della questione. Però, brevemente, possiamo almeno dire che in Grecia era praticata la pederastia, cioè il rapporto fra l’adulto ed il ragazzo dai 12 ai 16 anni, ma essa probabilmente era circoscritta agli ambienti intellettuali (su ciò cfr. S. Musitelli – M. Bossi – R. Allegri, Storia dei costumi sessuali in Occidente. Dalla preistoria ai nostri giorni, Rusconi, 1999, pp. 84-85) e non era approvata da chiunque: da alcuni era anzi considerata «un’impudenza», come si ricava dal Simposio di Platone (192 A). Ma che dire dell’omosessualità tra adulti?

Spesso si cita Platone, come ha fatto tante volte Gianni Vattimo. E, allora, per quanto riguarda Platone, bisogna menzionare due testi: di nuovo il Simposio e le Leggi. Nel Simposio si trova una giustificazione dell’omosessualità, ma non è del tutto chiaro se Platone la condivida, se la faccia propria. Probabilmente sì, ma forse no. Il problema interpretativo è dovuto al fatto che questo testo è un fitto gioco di maschere (cfr. al riguardo l’interpretazione di Giovanni Reale) e di finzioni. Comunque, anche qualora all’epoca del Simposio Platone sia stato favorevole all’omosessualità, egli l’ha di certo condannata ne le Leggi, la sua ultima opera. In questo testo (cfr. 836 A-C) viene trattato il seguente problema: «come [in uno Stato] si potrebbe garantirci dagli amori precoci di fanciulli e fanciulle, dall’omosessualità maschile e femminile, da queste perversioni che sono responsabili di incalcolabili sciagure, non solo per la vita privata dei singoli, ma anche per l’intera società?». E, probabilmente, Platone condivide la legislazione precedente a Laio, la quale considerava «indecente l’amplesso tra maschi e l’unione con adolescenti».

Ma, sempre per stare ai Greci, veniamo ad Aristotele, il quale nell’Etica Nicomachea (1148b 24-30) dice che «fare all’amore tra maschi» è uno dei «comportamenti bestiali». Sono solo accenni, che richiederebbero molto precisazioni (tra l’altro non abbiamo ricostruito le argomentazioni, invero leggermente sbrigative, di Platone e Aristotele a supporto di queste loro tesi). Bastano però per mostrare come due fra i più grandi Greci (anzi fra i più grandi pensatori di tutti tempi) siano stati contrari all’omosessualità.

Se poi ci spostiamo tra i Romani, le condanne, anzitutto del matrimonio omosessuale, ma anche dell’omosessualità, abbondano. In effetti, come ha rilevato una grande e compianta storica come Marta Sordi, il matrimonio romano è sempre stato monogamico e solo tra un uomo e una donna. Perciò, le nozze omosessuali di Nerone vennero biasimate duramente da autori come Tacito, Svetonio e Cassio Dione. Per continuare con gli esempi, Musonio Rufo (stoico del I secolo d.C.) specialmente nella Diatriba XII afferma chiaramente: «Gli unici tipi di unioni che dovrebbero essere considerate giuste, sono quelle che hanno luogo all’interno di un matrimonio e sono finalizzate alla procreazione di bambini, […] laddove quelle che perseguono il mero piacere sono ingiuste e illegittime, anche qualora dovessero avere luogo all’interno di un matrimonio».

Quanto a Seneca (forse il più grande tra i filosofi stoici), loda l’amore sponsale contrapponendolo ad altre unioni che considera contro natura (Epistulae ad Lucillium, 116, 5; 123, 15). E nel De matrimonio insiste proprio sulla liceità delle sole unioni sponsali finalizzate alla generazione. Infine Epitteto, analogamente, biasima le unioni non matrimoniali ed approva solo quelle dirette alla procreazione (Diatribe, III 7, 21; II 18, 15-18; III 21, 13). Potremmo continuare a lungo, ma una cosa dovrebbe essere chiara: la condanna dell’omosessualità e del matrimonio omosessuale non l’ha affatto cominciata il cristianesimo.


Da QUI.

Grazie GIOVANNI PAOLO II – Editoriale Samizdat

ANNUNCIO DELLA BEATIFICAZIONE di GIOVANNI PAOLO II

 

Benedetto XVI, 16 gennaio 2011

Cari fratelli e sorelle, come sapete, il 1° maggio prossimo avrò la gioia di proclamare Beato il Venerabile Papa Giovanni Paolo II, mio amato predecessore. La data scelta è molto significativa: sarà infatti la II Domenica di Pasqua, che egli stesso intitolò alla Divina Misericordia, e nella cui vigilia terminò la sua vita terrena. Quanti lo hanno conosciuto, quanti lo hanno stimato e amato, non potranno non gioire con la Chiesa per questo evento. Siamo felici!

«CRISTO, CENTRO DEL COSMO E DELLA STORIA» – Breve antologia dal magistero di Giovanni Paolo II
Il valore trascendente della persona pietra angolare del pontificato di Giovanni Paolo II – Graciete
Un popolo riconoscente – Tracce
Wojtyla beato, una sfida all’uomo – Luigi Negri – Il Sussidiario
Così Wojtyla mi donò la sua amicizia – Ratzinger – Corriere della Sera
Vi racconto il Giovanni Paolo II che ho conosciuto – Scola – Il Sussidiario
Wojtyla era Santo già da vivo – Ruini – Tracce
Gli ebrei e il Papa fragile. Parla il rabbino Bemporad – L’Osservatore romano
Per due anni sono stato la voce del Pontefice diventato silenzioso – Sandri – Corriere della Sera
Il mio Wojtyla segreto – Navarro Valls – Repubblica
Cosa ho imparato da Giovanni Paolo II – Bertinotti – L’Osservatore romano
Wojtyla sarà celebrato ogni 22 ottobre – Corriere della Sera
Accolta l’invocazione Santo subito, ma quante resistenze sul suo messaggio – Dziwisz – Repubblica
La mia conversione al cristianesimo vedendo Wojtyla in tv – Miranda – Il Sussidiario

Webcam sulla tomba di Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II – Beatificazione e Canonizzazione
La Santa Sede – Il Santo Padre – Giovanni Paolo II
Sito ufficiale della Santa Sede su papa Karol Wojtyla. Biografia, discorsi, encicliche ed altri documenti

La chiesa ci chiede una presenza – Editoriale Samizdat

P. Franco: L’anno scorso, per circostanze apparentemente fortuite, c’è stato un incontro tra due frati dell’Ordine e il segretario del Patriarcato Latino di Gerusalemme, il quale appena saputo che erano Servi di Maria che andavano a vedere se era possibile aprire una casa in Terrasanta, la terra di Gesù e di Maria, è rimasto come sorpreso perchè ha detto “noi stavamo aspettando questo” e immediatamente ha proposto ai Servi di Maria di custodire il santuario mariano del Patriarcato che comprende Israele, Palestina e Giordania; una quindicina di preti, non sono tanti, però il territorio è molto grande.

Il segretario che è poi diventato il vescovo ausiliare, ha detto: “è provvidenziale il fatto che sia un ordine dedicato alla Madonna che possa custodire e proporre alla gente il luogo che noi abbiamo pensato come il santuario mariano di tutta la Terra Santa” .
Adesso sono momenti difficili perchè i cattolici sono palestinesi ma il Santuario è nel territorio di Israele, quindi era impensabile per il Patriarcato latino chiedere a sacerdoti palestinesi di stare nello Stato di Israele. Un ordine internazionale, sopra le parti, dedicato alla Madonna, è apparso come una provvidenza. Questo però è interessante perchè mi ha ricollegato direttamente alle origini.

I Servi di Maria.
L’approvazione dell’Ordine avvenne da parte di un papa, domenicano, per l’esplicita ragione che questo piccolo gruppo di persone, meno di 250 frati in quel momento mentre i francescani erano circa 15.000, era dedicato alla figura della Vergine Maria. Qui sono alcuni brani che possiamo leggere, il Papa gioca tutta la sua autorità per un piccolo pugno di persone, perché?:

“.. voi professate ed osservate la Regola di Sant’Agostino, approvata  dalla Sede Apostolica e, per l’affetto di devozione che nutrite verso la gloriosa beata Vergine Maria, vi prendeste il Nome da lei, chiamandovi umilmente Servi della stessa Vergine; […] Noi però, che ben volentieri prendiamo occasione di dimostrare, come possiamo, la nostra devozione verso la stessa Vergine nostra Signora, non volendo che alcuno contro di voi e contro il vostro Ordine possa tentar qualche cosa in vostro danno, come se esso non avesse la piena fermezza dell’approvazione Apostolica, a fin di togliere dagli animi di tutti ogni dubbio ed esaudire le vostre suppliche, espressamente con autorità Apostolica, confermiamo e approviamo la vostra Regola e le sue Costituzioni, la rafforziamo con l’ausilio della presente scrittura, e concedendovela, decretiamo che essa debba esser sempre da voi inviolabilmente osservata per ogni tempo futuro“. Questo è interessante perchè la devozione alla Vergine Maria non è pietistica ed in quel momento storico, come anche adesso, c’erano delle difficoltà nella Chiesa: c’erano delle critiche forti ad una certa ricchezza che si viveva nella Chiesa, san Francesco nasce in quel periodo lì e contesta la Chiesa stando dentro la Chiesa. Vi ricordate l’affresco di Giotto, Il sogno di Innocenzo III, Giotto che dipinge san Francesco con i piedi dentro la Chiesa. Però tanti gruppi andavano via dalla Chiesa, era una situazione difficile, di aperta contestazione alla Chiesa. La devozione alla Vergine Maria vuol dire che la Vergine è lo strumento attraverso cui Dio si è fatto uomo e questo suo modo di essere presente tra di noi, continua attraverso un’umanità, che è quella che è, ma è quella presa da Cristo, si chiama Chiesa. Dire la devozione alla Vergine Maria vuol dire: io sono attaccato a quello strumento per cui Dio si è fatto uomo e continua ad essere presente nell’umanità, sono attaccato alla Chiesa. E’ per questo che il Papa gioca la sua autorità per un pugno di persone, non avrebbe nessun altro senso se non dire: quella è proprio la fede cattolica, 250 o 15.000 ed è l’originalità propria dei Servi di Maria.

Ho cominciato con il Santuario in Terrasanta perché è la stessa dinamica. E’, da parte del Patriarcato, dire “questi qui mi garantiscono il fatto che insegnano a stare davanti alla Vergine Maria in tutto il suo mistero”, dall’altra parte noi abbiamo deciso, primo per un motivo ecclesiale: lì è la Chiesa che ci ha chiesto, è la Chiesa che ha chiesto ai Servi di Maria una presenza, secondo: lì c’è una cristianità che sta lottando per sopravvivere e vale la pena dire “noi siamo con voi”, perchè quello è il Corpo di Cristo, non è solo il luogo dove ha vissuto Cristo ma è il corpo di Cristo oggi, che ha bisogno di essere sostenuto. E terzo, questa è più una questione interna all’Ordine però è interessante, è dare anche un segnale del fatto che noi siamo vivi, tant’è vero che la Chiesa ci chiede una presenza, siamo anziani, malati, però nella Chiesa ci siamo ancora e abbiamo un senso.

Per chi volesse contribuire al progetto ecco i riferimenti:
BANCA INTESA SANPAOLO
Conto intestato a Casa Servi Di Maria
Numero Conto: 000002177043
IBAN: IT53I0306905010000002177043
BIC: BCITITMM

BANCOPOSTA
Conto intestato a Casa Generalizia dell’Ordine dei Servi di Maria
Numero Conto: 29430006
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BIC: BPPIITRRXXX

Nella causale scrivere: Pro TERRA SANTA

sito: http://settantavolte7.altervista.org/

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