Se Dio è onnipotente, l’uomo è libero

di Giacomo Samek Lodovici

22-01-2011

In un passaggio molto significativo dell’omelia pronunciata il giorno dell’Epifania, Benedetto XVI ha affrontato un tema metafisico che ha una straordinaria valenza esistenziale: quello del rapporto di compatibilità/incompatibilità tra l’esistenza di Dio e la libertà umana.

Riflettendo a partire dalla figura di Erode, il Papa ha allargato il discorso a molti esseri umani che la pensano più o meno come il crudele re di Gerusalemme. Infatti, a Erode Dio appare come un rivale «anzi, un rivale particolarmente pericoloso, che vorrebbe privare gli uomini del loro spazio vitale, della loro autonomia, del loro potere; un rivale che indica la strada da percorrere nella vita e impedisce, così, di fare tutto ciò che si vuole». Certo, come ha aggiunto il Papa, «Erode è un personaggio che non ci è simpatico e che istintivamente giudichiamo in modo negativo per la sua brutalità. Ma dovremmo chiederci: forse c’è qualcosa di Erode anche in noi? Forse anche noi, a volte, vediamo Dio come una sorta di rivale?».


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Elogio cristiano del Natale consumistico

Natale è alle porte. E ci toccherà sorbirci le solite lagnose recriminazioni moralistiche contro il “Natale consumistico”.

E’ un uggioso “refrain” in cui si sono specializzati molti ecclesiastici, ma anche tanti laici, non credenti, che – per esempio dalle pagine di Repubblica, del Corriere della sera o della Stampa – biasimano il presunto paganesimo della “corsa ai regali” (e lo fanno, ovviamente, mentre i loro stessi giornali vivono di pubblicità e i loro editori prosperano sui consumi).

Oltretutto i “consumi natalizi” sono pure un beneficio per la nostra economia che soffre di un Pil stentato, per cui è irritante vedere gli stessi che scagliano anatemi sul consumismo, strillare poi – il mese dopo – per le aziende che chiudono, per l’economia che ristagna e il deficit che cresce (come pure il debito essendo rapportati al pil).

Dunque mi appello ai parroci: per favore, quest’anno, evitateci queste geremiadi anticonsumistiche.


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Christus Rex

Per festeggiare questa festa, vi propongo la sezione finale del “Messiah” di G. F. Haendel, il celebre compositore tedesco naturalizzato inglese, famoso al suo tempo soprattutto per gli Oratori, come appunto il Messiah, e per le operette liriche, nonché per fantastici brani da camera.

Il brano in sé non tratta esplicitamente della festa in questione, eppure nelle parole “Worthy is the Lamb that was slain. Amen” (Degno è l’Agnello che fu immolato. Amen) si racchiude già -a mio avviso- il motivo principale per il quale possiamo definire Cristo Re dell’universo intero: Egli non è venuto su carri dorati da guerra, con alle spalle possenti eserciti e regni conquistati; no, tutt’altro. Egli si è fatto carico della croce, e con il Suo sangue dovuto ad una vera e propria immolazione ha lavato i nostri peccati: quale Re migliore potremmo mai desiderare?

PS: se avete voglia di parole un po’ più “professionali”, leggetevi la “Storia di Cristo” di G. Papini, che riesce a spiegare in modo mirabile tale collegamento. Nel frattempo, buon ascolto!